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Storia della Battaglia di Fiori

Gran parte delle tradizioni popolari legate alla celebrazione di feste di carattere stagionale proviene dall'antico patrimonio culturale del mondo agricolo. Non sfugge a questa regola generale neppure la nostra Battaglia dei Fiori la quale, sebbene di istituzione relativamente recente, rivela appartenere anch'essa alla sfera di manifestazioni che potremmo definire del "risveglio della natura".

L'evento ricorrente della morte della vegetazione all'arrivo dell'inverno e la prodigiosa rinascita della natura a primavera, sollecitò la fantasia degli antichi agricoltori mediterranei ed europei diverse migliaia di anni or sono, ai tempi del periodo neolitico. Fu quella l'età delle prime coltivazioni che seguivano i cicli stagionali, della consapevolezza che dalla generosità della "madre terra" e dalle altre forze della natura dipendeva la sorte delle comunità.

Non stupisce perciò che le cadenze stagionali fossero ricordate da particolari cerimonie, tese ad invocare la pronta "resurrezione" del mondo vegetale, a festeggiare la seminagione e la mietitura, a sottolineare la temporanea rottura dell'ordine delle cose con la pausa invernale e la sua imminente restaurazione. Sebbene già durante il Carnevale alcune carrozze e piccoli carri infiorati prendessero parte ai festeggiamenti, le vere battaglie con fiori si svolgevano a metà Quaresima, con evidente collegamento con le antiche celebrazioni del risveglio primaverile della natura. Difatti, per alcuni decenni, le feste di carnevale e i corsi fioriti rimasero manifestazioni distinte. A Ventimiglia, invece, la tradizione si manteneva salda e godeva di largo seguito.

Nel 1829 il conte Camillo Senso di Cavour, allora luogotenente del Genio, era militare a Ventimiglia. Nel suo epistolario, si legge questa frase: "Il carnevale è oltre modo brillante a Ventimiglia, con lancio di confetti, coriandoli e fiori."

Osservando le fotografie della Festa dei Fiori del 1909, appare ancora evidente l'influenza carnevalesca sui carri. Sono infatti tutti realizzati in cartapesta, con vaghi addobbi floreali. La cosa piacque, la festa si fuse con quella della reginetta dei fiori. Allora apparvero le prime vetture infiorate e i calessini degli scapigliati, chiamati "scassigoti".

Tuttavia già da qualche anno (precisamente dal 1903), a Sanremo si parlava esplicitamente di "battaglia dei fiori". Anche a Ventimiglia, nel 1903,si svolse un corso carnevalesco con carri allegorici moderatamente infiorati. Il corso si teneva ogni due o tre anni, sempre nel giorno del martedì grasso. Dallo stesso anno fu ammesso il lancio di coriandoli di gesso. A Bordighera, all'inizio del Novecento, a metà Quaresima aveva luogo la "Battaglia fiorita": si trattava di sfilate di carri e vetture con addobbi floreali. Subito dopo la prima guerra mondiate le feste dei fiori ripresero in provincia, come si può rilevare dalle cronache dell'”Eco della Riviera". Ventimiglia e Sanremo furono le prime città a rilanciare la manifestazione nel 1921. Ma le due feste, nel corso degli anni successivi, seguiranno strade diverse. Mentre Sanremo continuerà ad organizzare corsi con carri infiorati, Ventimiglia si evolverà verso la Battaglia dei Fiori con ricopertura dei carri mediante soggetti realizzati con fiori a mosaico. Dal 1925 al 1930 furono anni bui per la floricoltura rivierasca, che pur sviluppandosi e specializzandosi, dovette fare i conti con una serie di inverni eccezionalmente rigidi, con riduzione di produzione. Mancavano i fiori, perciò i corsi fioriti vennero sospesi. Nel 1930 grande ritorno delle "battaglie", che si svolsero a Ventimiglia, con una grandiosa sfilata di 35 carri, a Bordighera, a Vallecrosia. Sanremo invece introdusse due novità che furono in seguito ripetute anche a Ventimiglia: fra carro e carro, giovani in costume improvvisavano danze folcloristiche ; fu lanciata la canzone ufficiale, eseguita dall'orchestra del Casinò Municipale.

A Ventimiglia la canzone della Battaglia diventerà ufficiale nel 1948, sebbene già dal 1930 ne venisse composta una ogni anno. Dal 1933 la Battaglia dei Fiori di Ventimiglia si affermò definitivamente sugli analoghi corsi degli altri centri rivieraschi, distinguendosi per l'elegante e artistica infioritura a mosaico, che non troverà confronti. Sarà fermata nel 1938 dalla seconda guerra mondiale; ripresa nel dopoguerra, sarà sospesa nel 1969 per decisione politica locale, ma riprenderà nel 1984 più "fiorita" ed entusiasmante di prima. In fondo il segreto, la forza e lo spirito della Battaglia dei Fiori di Ventimiglia stanno nel cuore stesso dei suoi concittadini, quelli nativi e quelli acquisiti, che hanno dimostrato ampiamente di essere tuttora attaccati a questa tradizione e sono perciò disposti ad assumerne il peso organizzativo e l'onere finanziario.

Oggi come ieri, in tempi lontanissimi, il risveglio della natura a primavera in questo incantato angolo di Riviera viene ricordato con una moderna "festa di maggio", una festa floreale inimitabile, gioiosa, colorata, sincero omaggio alla Natura esuberante che ha voluto riservare a questa nostra terra il più prezioso dei suoi doni.

Enzo Bernardini e Dando Gnech

Estratto dal volume "La Battaglia dei Fiori" di D. Gnech, E Miseria, R. Villa  Editore Alzani Arti Grafiche Pinerolo (1997)

Le fotografie delle edizioni passate sono state gentilmente concesse da FOTO MARIANI di Ventimiglia.